Liebster Award II, III e IV

OMG… adesso sì che potrei rimanerci secca! Nominata una seconda, terza e quarta volta! Dire che non me l’aspettavo e usare la parola commozione non renderebbe l’idea…

Grazie lex89Sheyla Key e Irene Sartori (Erin Wings) grazie mille (e credetemi, non è dettato esclusivamente dalle regole dell’award)! Io… non ho parole. Come al solito la parola grazie non basta a esprimere la mia riconoscenza. Spero però che, in un modo o nell’altro, la mia gratitudine possa arrivarvi.

Ancora una volta riporto il regolamento e poi le mie risposte alle nuove domande 🙂

Regolamento:

– ringraziare la persona che ti ha nominato
– rispondere alle dieci domande
– scrivere altre 10 domande
– nominare altri 10 blog
– comunicarglielo con un commento in un loro post

Le 10 domande che mi sono state poste da lex89, più le mie risposte:

Cosa ti spinge a pubblicare su un blog quando esistono social network come Facebook e Twitter decisamente più visitati rispetto al circolo dei blog?

Prima di tutto il fatto che qui nessuno mi conosce. Libertà: avevo voglia di questo quando ho aperto il blog e avere più o meno visite non era minimamente un mio pensiero.

In seconda istanza, per studio, per esperienza e per altro, so che blog e social network sono diversissimi e hanno scopi distinti. A questo punto, ci terrei a sfatare l’assunto implicito di questa domanda: i social network possono avere più utenti registrati e statistiche più elevate, ma spesso i loro contenuti non riescono a colpire l’attenzione e hanno meno potere di persuasione. A me serviva una specie di diario di bordo, non una piazza. Così, eccomi qui.

Hobby diversi da lettura, scrittura, disegno e visione (di film, o cartoni o serie in generale)?

Hmm… qualcuno. Mi piace cucinare dolci e cimentarmi in tutto ciò che richiede una certa manualità (dal fimo al punto croce). Alla fine però, rimango sempre dedita a lettura, scrittura e disegno che da soli già occupano troppo tempo.

Questa è particolare… cosa ne pensi del fenomeno degli youtuber quasi più famosi di certi attori a volte?

Penso che il web sia una cassa di risonanza incredibilmente potente, che lo youtuber in questione sia stato abbastanza bravo (o abbastanza scemo, in alcuni casi) da conquistarsi la simpatia degli utenti e abbastanza fortunato a “esibirsi” nel luogo giusto al momento giusto. Uno youtuber ci sembra più uno di noi, a portata di mano: potrebbe essere il ragazzo o la ragazza della porta accanto ed è normale che di fronte alla fredda lontananza di un’attore lo si senta più vicino.

Tenere un blog significa voler scrivere (recensioni, storie, i propri pensieri…) Cosa ti spinge a farlo? Hai avuto un punto di riferimento?

Al momento mi spinge la volontà di esprimermi, di appuntare delle piccole riflessioni e di poterci ragionare sopra. Non credo di avere un punto di riferimento, sto seguendo il cuore e non ho stabilito punti d’arrivo fissi: questo blog è stato aperto senza aspettative e il fatto che non ne curassi uno da anni mi spinge di più a fare solo quello che sento – infatti, fare blog è cambiato abbastanza dall’epoca. Diciamo che la mia formazione mi ha dato un’infinità di punti di riferimento per gestire al meglio i social media, ma la verità è che non voglio sfruttarli. Sono un’anonima qui e per adesso voglio restar tale.

Chi è il tuo eroe (reale o meno)?

Di solito si dice che l’eroe di ogni ragazza è suo padre, ma io non ho la fortuna di poterlo dire. I miei eroi – meglio abbondare sempre – sono tutte quelle persone che non si arrendono, che affrontano il quotidiano senza tirarsi indietro, che accettano il loro lato oscuro e lottano per contrastarlo, mostrando agli altri solo la parte migliore.

Se poi volete un eroe di nome e di fatto, anche se non reale, sappiate che ho sempre adorato Ryo Saeba.

Buoni o cattivi? Perché?

Entrambi. Si ha bisogno di entrambi, sia nella vita che nelle storie e rinunciare ad uno dei due è impossibile. Non ho un vero perché: servono entrambi e basta.

Molti argomenti (Sport, arte contemporanea, film…)  creano aspre critiche soprattutto da chi non se ne intende e non sa di cosa sta parlando. Cerchi di cambiare il loro modo di pensare (e di esprimersi soprattutto… dato che spesso è quello che da fastidio, non tanto l’idea di fondo) o lasci correre?

Dipende con chi ho a che fare.

Ci sono persone con cui si può parlare, che ti ascoltano nonostante punto di vista diverso e che sono di ampie vedute. Altre no. Quando a questa seconda categoria si aggiunge l’ignoranza, l’insistenza, la chiusura mentale e la superbia lascio perdere a priori. Sì, sono una di quelle che ritiene che per certa gente non valga la pena di sprecare una sola parola e più che lasciarli correre li ignoro, perché sanno essere particolarmente asfissianti oltre che legati a tutti i bei pregiudizi che si portano dietro.

Cosa odi?

Tante, troppe cose. Ma le sopporto tutte con pazienza.

Sono poche le cose che davvero odio alla fine – perché se le riesco a sopportarle l’odio non è poi così viscerale – e dipendono molto dalla situazione e dal mio umore. Ad esempio odio che mi si parli con insistenza mentre studio o leggo, odio dover pagare per una connessione adsl che è quasi assente, odio essere raggirata, che mi si dicano bugie e che le persone si vantino in modo spudorato. Forse odio anche qualcosa di me stessa, ma questa è tutta un’altra storia.

Cosa, al contrario, ti piace?

Tante, troppe cose. I dettagli sicuramente, anche se poche volte sono capace di accorgermi di loro.

Mi piace chi dona il sorriso senza chiederti nulla in cambio, chi ti far star bene accettandoti per come sei e chi è pronto ad ascoltarti e supportarti anche quando stai dando il peggio di te. Mi piace l’arancione, l’odore di pioggia, le storie d’amore a lieto fine e il rumore del vento tra le foglie degli alberi. Mi piacciono i luoghi assolati ma silenziosi, ideali per leggere, i viali alberati e i parchi, mi piace la compagnia e mi piacciono i dolci. Oh e anche tante altre cose…

Tra tutti i miei hobby, c’è anche quello dei videogiochi. Purtroppo c’è tanta ma tanta disinformazione anche tra gli stessi giocatori e spesso si prendono per buone le trovate dei telegiornali (spesso associando determinati videogiochi a omicidi…). Cosa ne pensi di queste notizie “casalinghe”?

Cretinate.

Ho studiato libri e libri sui videogiochi e l’homo game¹ non è mai stato più affascinante come in questo secolo. I caproni che ignorano l’importanza della cultura della simulazione e dei suoi benefici sono, appunto, caproni. Non mi esprimo oltre perché su questo argomento mi scaldo facilmente e per di più mi si avvelena il fegato. Oh e io gioco davvero poco ai videogiochi nonostante mi piacciano, giusto per informarvi.

Le 10 domande che mi sono invece state poste da Sheyla Key, più le mie risposte:

Qual è stato il primo film, libro, lettura di qualsiasi genere che ti ha fatto piangere o toccato profondamente?

Premetto di avere una pessima memoria, quindi non ho idea di quale sia stato davvero il primo.

Probabilmente la prima lettura che mi ha fatto piangere davvero di felicità è stata Harry Potter. Ho seguito i libri passo passo che uscivano e più si avvicinavano alla conclusione, più mi sentivo toccata. La morte di Silente poi fu un trauma, fortuna che leggendo da capo i libri torna in vita – anche se poi muore di nuovo, ma sono minuzie.

Il primo film per il quale ho pianto come una fontana è stato “A.I. intelligenza artificiale” di Spielberg e subito dopo, “Now is good” di Parker. Usualmente non mi commuovo particolarmente per un film e di lacrime non ne verso mai: questi due sono stati le mie uniche, vere eccezioni.

Il tuo personaggio preferito (immaginario o non) che vorresti come marito?

Ammetto di non avere preferenze in quest’ambito e purtroppo, come spesso accade, i miei personaggi preferiti associabili ad una lista nozze sono tutti impegnati se non già felicemente sposati. A dire il vero, sono contenta così: mi piace più il nuovo della seconda mano!

Come figlio?

Davvero non ne ho idea. Immaginare un figlio già con un carattere più o meno formato o un viso che non mi assomigli per nulla – anche se sarebbe meglio così – mi fa uno strano effetto, che non mi piace.

Hai una ship o un’intera flotta? 

Ho tutto il necessario per giocare a battaglia navale, credetemi. Manca solo lo sfidante.

Seriamente, di ship ne ho qualcuna ma non le sento davvero molto. Sono un’appassionata di manga e anime e gli ultimi dieci anni circa li ho passati shippando NaruHina: era la coppia sulla quale mi ero intestardita e quella per cui ho fatto, dato e sentito di più. Grazie a loro ho conosciuto persone splendide e così si è insinuata ancora di più nel mio cuore e nei miei ricordi. Adesso che sono canon… beh, posso morire felice in un certo senso.

Nel caso, chi trovi si debba fidanzare con chi (tra personaggi immaginari)?

Quelli per cui ero davvero interessata hanno già dato, a mio parere – anche se qualcuno mi ha delusa. Al momento sto evitando di farmi film mentali, ho altre priorità e non ho le forze per dare cuore e anima ad una nuova ship.

Qual è stata la tua primissima passione?

Scrivere. Strano a dirlo ma è così: alle elementari componevo stupidi versi in rima. Solo in seguito mi sono espansa alla lettura e poi al disegno.

Pensi che avere un blog possa aiutare con l’ansia da ”rapporti sociali”?

Sì, certo. Anche se dipende molto da persona a persona: un blog può dare un po’ di sicurezza, però il resto va aggiunto dalla persona stessa. Ovviamente non è un blog che risolve tutto, ma è la volontà di cambiare a fare la differenza.

Dormi ancora con qualche peluche?

No. Ho un letto spazioso e mi piace esserne l’unica occupante!

Cosa ne pensi dei disordini negli USA nati dalla discriminazione dei ”neri” da parte dei ”bianchi”, dagli atti dei poliziotti americani nei confronti dei primi?

Penso che ci siano vari problemi: i conflitti razziali in primis, la malinformazione e la disinformazione subito dopo, i pregiudizi, il sentirsi outsider e così via. I disordini sono solo la dimostrazione tangibile che qualcosa non va. Bianco o nero non devono essere la base sulla quale giudicare un cittadino, ma mi rendo conto che, data la storia americana e il suo contesto, per alcuni sia molto difficile liberarsi della paura dell’altro.

Cosa diresti ad una persona alla quale piace leggere fanfiction con pairing omosessuali, ma che si sente a disagio o non accetta delle coppie omosessuali nella realtà? (ad esempio, apprezza fanfiction riguardanti due personaggi maschili che si amano, ma se per strada vede due ragazze insieme disprezza la cosa, o viceversa)

Sicuramente leggere di pairing omosessuali indica una certa apertura e anche se non è detto che si riversi nel mondo reale è pur sempre un’inizio, una base da cui partire. Io gli consiglierei solo di rifletterci su, con calma e in tempi diversi: il tempo cambia molte cose ed è possibile che modifichi anche il suo comportamento “reale”. Ovviamente sono per il libero arbitrio infine, purché non giunga ad intaccare la dignità delle altre persone.

Le 10 domande di Irene Sartori (Erin Wings), più le mie risposte:

Definisci la parola blog, ma non come da dizionario, secondo la tua personale opinione in merito.

Questa è una domanda a tradimento. Sul serio! Per una come me, non partire da una base leggermente didattica è un vero colpo basso. A parte questa piccola lamentela, per me il blog è uno dei più bei mezzi usati nel web per esprimersi. Ci tengo a precisare che non è da considerarsi un diario privato ma, piuttosto, un diario di bordo, o meglio, un diario di viaggio. Un viaggio che ti permette di incontrare altre persone e di cambiare con loro.

Quali argomenti preferisci trattare e quali invece leggere? Sono diversi o i tuoi gusti da lettrice e blogger non cambiano?

Sì, sono diversi. Sono sempre stata attratta da tematiche alquanto distinte, anche distanti anni luce, tuttavia come blogger preferisco trattare di brevi riflessioni, idee e al massimo storie, rimanendo sempre vicina al quotidiano. Non posso essere più precisa di così perché il mio blog è giovane e non ho idea di come evolverà prossimamente – essere una lettrice onnivora ha effetti anche su ciò che pensi e scrivi.

Riprendendo dunque i gusti da lettrice, spaziano così tanto che non saprei come illustrarveli al meglio. Amo leggere storie romantiche, umoristiche, fantasy e a sfondo leggermente storico, ma seguo anche articoli accademici e scientifici. Mi divido tra fanfiction, libri per adolescenti e qualche volta anche erotici, gialli e ricettari di cucina, così come tra libri di marketing, di computer e di studi su varie tematiche. Mi piace leggere, ma non mi piace parlare di tutto ciò che leggo.

I tuoi articoli. Diari personali o storie altrui? Quanta invenzione celano i tuoi scritti?

Poca invenzione al momento. Sono riflessioni su ciò che vedo, penso e sento in un dato momento. Devo anche informarvi che non si trattano di diari personali o di storie altrui, almeno non nel senso comune. Non ho intenzione di scrivere propriamente “su di me”, né di fare confidenze in pubblica piazza. Allo stesso modo non lo farò per gli altri.

Preferisci scrivere articoli lunghi o brevi? Spiegaci perché.

Non ho vere preferenze, ma devo ammettere che ultimamente i miei articoli sono brevi e preferisco così. I post lunghi servono maggiormente quando si ha molto da dire o qualcosa da spiegare: non è il mio caso. Insomma, il concentrato ha tutto un’altro sapore rispetto all’annacquato, no? Poi, lungo e breve sono relativi, ogni individuo ne ha una propria concezione. A me basta dire il giusto per me.

Devi pubblicare/scrivere un articolo e non ne hai il tempo. Che cosa fai?

O trovo il tempo o rimando la stesura. Se devo farlo, in qualche modo il tempo uscirà.

Solitamente programmi i tuoi articoli o li scrivi al momento? E perché?

Di solito li scrivo al momento perché seguo un’idea o un’ispirazione, poi li ricontrollo in un secondo tempo, per notare errori o incoerenze. Li pubblico quando mi convincono almeno un minimo e soprattutto, quando hanno senso.

Il tuo lato da lettore. Ti piace leggere racconti online? Perché?

Mi piace parecchio! I motivi sono molti, a iniziare dalla bellezza di poter usare lo smartphone o il tablet fino al fatto che posso leggere anche di scrittori che mai avrei trovato in libreria – e questo è un cruccio in tanti sensi. Ci sono molti lavori che vale la pena leggere, alcuni che vanno letti e altri che è meglio evitare. Ma questa stessa distinzione può essere fatta anche per i racconti offline e il problema di sempre risiede nella selezione. Personalmente, mi accorgo che leggere online aiuta la mia capacità di ricerca e giudizio, permettendomi di riconoscere velocemente se un testo faccia per me o meno.

Quali sono i blog che preferisci? Mi spiego meglio, di cosa deve trattare un blog per piacerti?

Partiamo dall’italiano: un italiano comprensibile è già molto e non avere punteggiatura e parole abbreviate è una manna dal cielo – così come gli “ahahahahah”. Premesso l’italiano, altrimenti risulta difficile anche capire di cosa tratta, io sono una lettrice onnivora, quindi non mi focalizzo su pochi contenuti prescelti e se un blog ha uno stile che mi piace, lo seguo anche se non sono propriamente interessata al suo tema. Credo che un bravo scrittore sia in grado di attirare lettori anche se non scrive di ciò che piace loro e leggere cose diverse mi intriga.

Cosa ti piace di meno degli altri blog in generale? ti dà più fastidio una grafica poco curata o contenuti che danno l’impressione di essere buttati lì?

Credo la grafica meno curata. Se i contenuti sembrano buttati li, una grafica poco curata triplica l’effetto. No alle pagine da volantino pubblicitario, difficili da caricare e confusionarie; sì a quei contenuti che, nonostante la cattiva impressione, rivelano alla fine un senso, seppur debba essere ricercato.

Net parade, sito per votare i blog. Ne fai uso o ne stai alla larga? Cosa pensi in proposito?

Fino a prima di leggere la domanda, non sapevo nemmeno che esistesse. Conosco altri siti simili, ma non ne faccio uso. Probabilmente a qualcuno che vuole popolarità e visite è utilissimo, ma per ciò che sto facendo io con questo blog non è necessario.

Dunque, essendo stata nominata tre volte, dovrei scrivere trenta domande e taggare trenta blog: cosa del tutto impossibile. Forse con le domande ci riuscirei, ma conosco ancora pochissimi blog. Mi limito a cercare i canonici dieci quindi!

Le 10 nuove domande:

  1. Cosa ti spinge a scrivere il blog?
  2. Ti è mai venuto in mente di chiudere il tuo blog o abbandonarlo? Se sì, cosa ti ha fatto cambiare idea?
  3. Hai mai qualche tipo di paura quando pubblichi un post? Ad esempio che il tuo post non sia abbastanza, che poteva essere redatto meglio, che forse era fuori luogo ecc
  4. Gestire il blog occupa una fetta importante della tua giornata? Quanto tempo gli dedichi?
  5. Hai mai avuto un’esperienza con una casa editrice? Se sì, ce la racconteresti?
  6. Descrivi i tratti che deve avere un buon libro, o una buona opera, per entrare nelle tue grazie e magari essere suggerita agli amici.
  7. La migliore trasposizione cinematografica di un libro?
  8. Hai mai avuto un caso di plagio delle tue opere? Se sì, ci racconti la tua esperienza?
  9. Cosa ne pensi dei personaggi famosi che scrivono libri e vendono milioni di copie?
  10. Il tuo più grosso desiderio, al momento, qual’è?

I 10 blog

Elisewin

simplemotion19

Amore e altre storie

La penna sul bracciolo

Alla fine non ho raggiunto i nemmeno i 5 blog… portate pazienza. Cerco di prediligere quelli che per me significano qualcosa, invece di metterli a caso. Spero che quelli linkati siano interessanti anche per voi!

Ancora grazie mille per questi tag!^^


¹“Videogiochi e cultura della simulazione. La nascita dell’«homo game»” di G. Pecchinenda, Laterza, 2010.

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10 pensieri su “Liebster Award II, III e IV

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