Urge una moltiplicazione del corpo

Non vorrei utilizzare questo spazio per lagnarmi, non mi va proprio e non è mai stato nelle mie intenzioni. Eppure torno da una mattinata così esaustiva che qualcosa devo pur scrivere. Chissà, magari uscirà col vostro aiuto qualche considerazione interessante.

Premettiamo che da domani, ricomincia la mia solita – e relativamente nuova – routine, dato che il periodo di malattia post-operatorio è terminato e ahimé, sembra che al lavoro necessitino della nuova stagista, che sarei io.

Oggi, sfruttando quel che della vista mi è tornato, sono andata a ricevimento dal mio relatore, nella speranza di qualche parola utile che non è mai arrivata. Se vi state quindi chiedendo che cosa sia andata a fare, sappiate che: l’ho aspettato più di un’ora e mezza fuori al suo studio, ho chiacchierato con altre povere tesiste nella mia situazione, mi sono fatta offrire una liquirizia che ho cortesemente rifiutato e ho fatto qualcuna delle mie solite figure di merda -– perché, si sa, quelle non mancano mai. Scocciata dalla mancanza d’attenzione dell’uomo, che non si è preso la briga nemmeno di leggere il titolo di ciò che gli ho schiaffato sotto al naso o di ricordarsi il mio nome, sono filata dritta in segreteria a consegnare i documenti per la tesi: mi laureerò a breve, con lui o senza.

Tralasciamo per un secondo tutti i chilometri macinati oggi, le salite e le discese sulla strada bagnata e dissestata del centro, le scale e le corse per i tanti cambi di binario – tutto con i tronchetti al piede, era troppo semplice altrimenti! –, sono venuta a sapere per caso di essere entrata in graduatoria per il part-time universitario, il quale, se non avessi altri impegni, sarebbe bastato da solo a farmi tornare il buonumore.

Ho passato tutto il 2015 girandomi i pollici, esami a parte. Adesso, in un mese quale ottobre in cui già avevo degli impegni, sembra che il mondo si sia ricordato di me tutto d’un tratto. Vorrei lanciare un urlo: o 1 o 90, come al solito non conosco le mezze misure. Vorrei far tutto e  tengo a tutto: probabilmente però sarò costretta a scegliere e la cosa non mi aggrada affatto.

Legge strana quella che governa il mondo, vero? Forse dovrei imparare a duplicarmi, potrebbe tornar utile.

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