Un altro giorno

Piangi. Piangi e non te ne accorgi.

Le lacrime scendono calde sulle guance, senza che tu te ne accorga. Ogni gocciolina salata riga a fuoco la pelle e gli occhi pizzicano.

Piangi e non sai nemmeno tu il perché.

La testa diventa pesante, tutto ciò che hai affrontato finora diventa un macigno. Come hai fatto a trasportalo fin’adesso? Eppure ieri non ti sembrava un fardello così grande e le tue spalle erano leggere, ti lasciavano libera di volare.

Piangi, piangi più forte.

Adesso invece non risci a sorridere e ti chiedi chi te l’abbia fatto fare, perché una tale sofferenza non vorresti mai farla provare a nessuno. Ti spezza dentro e non hai idea di cosa verrà dopo. A cosa servono sacrifici e ottimismo?

Piangi e tuttavia non emetti suono.

Lo fai in silenzio ed è il grido più disperato che ci sia, quello che squarcia l’anima, quello che si trasmette con un singolo sguardo, quello che chi ti conosce legge nel più piccolo messaggio e quello che i più ignorano perché non saprebbero come affrontare.

Piangi e il tempo scorre.

Tutto passa, per un motivo o per un altro: anche le lacrime prima o poi finiscono e rimane solo l’amaro, che non andrà facilmente via.

Piangi e ti fai forza.

Perché domani è un altro giorno e avrai bisogno di tutta te stessa per superare anche quello.

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